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pubblicato il 15 febbraio, 2018

USB Pubblico Impiego, dopo il tentativo di conciliazione (art.2 comma2 L.146/90), esperito negativamente, proclama uno

SCIOPERO GENERALE DEI DIPENDENTI PUBBLICI AFFERENTI AL SSN,

       su tutto il territorio nazionale per l’intera giornata del 23 febbraio 2018

 I LAVORATORI DEL POLICLINICO TOR VERGATA ADERISCONO  ALLO  SCIOPERO:

CONTRO LA NUOVA FONDAZIONE PTV 

PERCHE’ NON C’E’ CHIAREZZA E GARANZIE PER IL LORO FUTURO COME DIPENDENTI PUBBLICI!!!   

CONTRO IL CONTRATTO BIDONE CHE I SINDACATI COMPLICI SONO PRONTI A FIRMARE

PER L’ADEGUAMENTO DEI LIVELLI STIPENDIALI DOPO QUASI 10 ANNI DI BLOCCO CONTRATTUALE

PER UN ACCESSORIO CHE CONSENTA PROGRESSIONI ORIZZONTALI PER TUTTI  

BASTA CON LE POLITICHE DI RISPARMI E SACRIFICI PAGATE DAI LAVORATORI E DAI CITTADINI!

Durante lo sciopero generale saranno garantiti i servizi minimi essenziali come da L.146/90 e successive modifiche e integrazioni.
Lo sciopero è articolato da inizio turno del giorno 23 febbraio 2018 a fine dell’ultimo turno della stessa giornata.
Eventuali altre articolazioni di categoria e/o territoriali saranno comunicate a cura della stessa.
Si rammenta alle istituzioni in indirizzo di garantire il rispetto dell’informazione all’utenza sullo sciopero previsto dall’art.2 comma 6 della legge 146/90 e successive modificazioni.

USB PUBBLICO IMPIEGO – PTV

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pubblicato il 9 febbraio, 2018

Oggi è stato firmato all’ARAN il rinnovo del CCNL del comparto  Istruzione e Ricerca:
Trattativa antidemocratica per un bruttissimo contratto

 

Sullo schema già sperimentato con le funzioni centrali, ieri abbiamo assistito alla ormai consueta accelerazione della trattativa ferma da settimane e mai veramente decollata che ha portato nell’arco di 18 ore alla firma dell’ennesimo contratto a perdere per i lavoratori pubblici.

Una trattativa vergognosa svolta su due tavoli, uno con le confederazioni complici di CGIL CISL e UIL e le loro organizzazioni della Scuola e l’altro ritenuto dall’ARAN marginale, con tutte le altre organizzazioni sindacali comprese quelle di CGIL CISL e UIL di Ricerca e Università.

Una modalità intollerabile da parte dell’ARAN, nonché dei sindacati che vi si sono prestati, che ormai si sceglie gli interlocutori alla faccia di tutte le normative vigenti, contrattuali e non. Chi si pone in modo conflittuale o anche se solo si differenzia dal pensiero unico che accomuna Governo e sindacati collaborazionisti, si vede negata la possibilità di svolgere il proprio ruolo e la funzione che i lavoratori e le norme gli hanno attribuito.
Si è passato il limite, quello che è successo in questa trattativa è un fatto gravissimo! Uno schiaffo alla democrazia sindacale, uno schiaffo a tutti quei lavoratori, e non sono pochi, che sono rappresentati da altre Organizzazioni Sindacali o che non possiedono tessere.

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DOPO 2 SETTIMANE DALL’ULTIMA CONVOCAZIONE,

RIPARTE  LA TRATTATIVA PER IL RINNOVO DEL COMPARTO ISTRUZIONE E RICERCA

 

USB ha iniziato il percorso di trattativa all’Aran sul nuovo contratto del comparto Istruzione e Ricerca nella convinzione che fosse prioritaria la centralità dei lavoratori, docenti e ATA, ricercatori, tecnici amministrativi e bibliotecari, che negli ultimi anni hanno subito una pesantissima perdita di potere d’acquisto dei salari e di diritti, a causa delle varie normative “anti-fannulloni” e, nel caso della Scuola, la nefasta legge 107.

Ci siamo accorti presto che per Cgil, Cisl e Uil la priorità non erano i lavoratori, ma riuscire a fare l’ennesima marchetta al Governo e firmare il rinnovo prima delle elezioni politiche.

Parliamo dello stesso governo che con il preside-sceriffo, il bonus premiale, l’alternanza scuola-lavoro e i finanziamenti pubblici alle scuole private ha distrutto la scuola pubblica statale, mettendo in moto processi di aziendalizzazione devastanti per la democrazia degli organi collegiali, la dignità professionale e la formazione pubblica. Lo stesso Governo che ha costruito una Università di classe sempre meno accessibile, sempre di più in mano alla casta baronale. Lo stesso Governo che ha portato la Ricerca Pubblica sul baratro, con i ricercatori meno pagati d’Europa e un sistema di governance assolutamente fallimentare.

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pubblicato il 31 gennaio, 2018

 Che cosa è l’alternanza scuola-lavoro?:  uno strumento di trasformazione della società che parte da lontano…


RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:

In seguito ad alcuni interventi profondamente critici sulla partecipazione dell’università all’implementazione dell’alternanza scuola-lavoro si è sviluppato nel nostro ateneo un embrione di dibattito (che spero possa crescere) su questo tema, e numerose colleghe e colleghi hanno raccontato la propria esperienza proponendo un discorso difensivo (lavoriamo bene, lavoriamo tanto, gli studenti sono entusiasti).

Il punto su cui mi preme soffermarmi non vuole mettere in discussione la qualità del lavoro dei docenti, nè dubitare della quantità del loro impegno.

Mi stupisce molto che in tutti i racconti di collaborazioni scientifiche e didattiche con le scuole sotto il marchio dell’ASL (Alternanza Scuola-Lavoro) manchi qualsiasi tentativo anche solo accennato di contestualizzare che cosa sia la novità dell’alternanza scuola-lavoro nel sistema scolastico e nella nostra società.

Collaborate con le scuole, avete e abbiamo figlie e figli che le frequentano, lavoriamo all’università… possibile che ci interessi solo il segmento della nostra specifica attività come se non fossimo nel mezzo di una riforma epocale (così la chiamava Renzi) devastante (questo ha denunciato il mondo della scuola) dell’istruzione pubblica?

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