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Invitiamo alla lettura dei documenti prodotti in occasione del seminario tenuto
il 9 luglio da USB Pubblico Impiego e USB Privato sullo smart working  :

 

SEMINARIO SUL LAVORO IN REMOTO DAL TELELAVORO ALLO SMART WORKING, L’ORGANIZZAZIONE E LA TUTELA DELLE LAVORATRICI E LAVORATORI IN REMOTO

pubblicato il 28 Luglio, 2020

USB FIRMA IL PROTOCOLLO QUADRO
RIENTRO IN SICUREZZA
Una base di regole per tutte le  amministrazioni pubbliche

 

Venerdì 24 luglio si è concluso il confronto tra le Organizzazioni sindacali e il Ministro per la Pubblica Amministrazione volto a individuare le misure di prevenzione e sicurezza che accompagneranno il rientro graduale del personale nei posti di lavoro.
A conclusione del confronto è stato concordato il Protocollo quadro “Rientro in Sicurezza” dei dipendenti pubblici a cui dovranno adeguarsi le singole amministrazioni, anche nella eventuale predisposizione di protocolli di sicurezza specifici di ente.

Con la Circolare n.3, il Ministro Dadone comunica alle amministrazioni pubbliche il Protocollo sulla sicurezza, delineando modifiche sostanziali dell’organizzazione del lavoro:

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pubblicato il 22 Luglio, 2020

Università, con il decreto semplificazioni
 si consolida il potere della casta

 

Il decreto semplificazioni, entrato in vigore il 17 luglio 2020, introduce delle modifiche sulla normativa che regola l’Università italiana.

Il dato più evidente è che non affronta i nodi che dovrebbe, limitandosi a realizzare piccoli aggiustamenti come se il sistema universitario funzionasse. Come se la riforma Gelmini avesse funzionato. Come se non ci fosse stata e fosse ancora in essere una pandemia che ha portato migliaia di morti e danni economici.

Questo Governo ha scelto di non affrontare le questioni che questa pandemia ha posto. Per l’Università, così come per gli altri elementi fondamentali del nostro modello sociale, dalla Sanità alla Ricerca, passando per la Scuola fino all’assetto istituzionale.

Gli interventi del decreto sono comunque molto discutibili, a partire dalla iper-precarizzazione degli assegni di ricerca la cui durata minima è stata ridotta a 6 mesi, in funzione della scadenza dei progetti di ricerca.
Si acuisce un usa e getta del personale precario inaccettabile! 

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pubblicato il 23 Giugno, 2020

Il 2 luglio noi scioperiamo per difendere la sanità pubblica.
Tu da che parte stai?

 

Il prossimo 2 luglio l’Unione Sindacale di Base ha proclamato una giornata di sciopero di tutti i lavoratori della Sanità, pubblica privata ed appaltata al cosiddetto Terzo Settore.

Perché questo sciopero? Perché questi mesi di forte emergenza sanitaria hanno dimostrato a tutti la fragilità del nostro sistema sanitario, malato da ormai troppi anni di tagli di posti letto, di abbandono della medicina territoriale, di carenza di personale, di inconcepibili liste d’attesa a fronte di attività intramoenia negli stessi ospedali, di mancanza di strumentazione adeguata, di cessione di pezzi al privato. E l’elenco potrebbe ancora allungarsi.

Hanno dimostrato che il SSN si è frantumato nella gestione regionalizzata della sanità pubblica, con le conseguenze che abbiamo visto tutti, direttamente o indirettamente.

Ci siamo illusi che l’epidemia da Covid-19, con il suo carico di contagi e di morte, con la strage silenziosa di anziani nelle RSA e con la crisi economica conseguente al blocco delle attività produttive, potesse essere l’occasione per porre al centro dell’agenda politica la necessità di ripensare l’intero sistema in un’ottica di diritto alla salute per tutti e per tutte visto che in Italia sono circa 12 milioni gli italiani che non possono permettere di curarsi. Neanche nelle strutture pubbliche.

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