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pubblicato il 13 Marzo, 2025

La USB, il nostro sindacato, si è sempre battuto per chiedere salari adeguati al reale costo della vita senza mai accettare gli “aumenti/elemosina” a cui purtroppo stiamo assistendo da tempo.

Ora come allora, gli organi competenti ARAN, MEF etc.. ,espressione dei governi degli ultimi anni, hanno sempre motivato il rifiuto alle nostre richieste di salari adeguati con la mancanza di soldi: mentivano ed ora ne abbiamo la dimostrazione.

Non ci sono risorse per Salari, Pensioni, Sanità, Istruzione, Ricerca ma si trovano per aumentare le spese per le armi con la possibilità di andare in deroga al patto di stabilità:

Loro dicono: per le armi SI’, per lo Stato sociale e per i salari NO.

NOI gridiamo:

GIU’ LE ARMI, SU I SALARI!

USB è contro queste politiche di guerra che smantelleranno a passi da gigante lo Stato sociale. Ed è per questo che sabato 15 marzo sarà in un’altra piazza a Roma contro il riarmo (Piazza Barberini ore 15:00).

Vi invitiamo a leggere il comunicato di USB Pubblico Impiego: LINK

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ASSEMBLEA ONLINE 18 marzo dalle 16.00 alle 17.00

USB PI Università ha organizzato un ciclo di assemblee online con l’obiettivo di far conoscere il nostro sindacato e la nostra piattaforma, ma anche quello di raccogliere proposte ed informazioni da parte delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Università.

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Questo non è un appello, ma una piattaforma per una Ricerca Pubblica libera e indipendente in un Paese che ripudia la guerra.

Vedere 800 mld di euro regalati al profitto dell’impresa militare, prevedere che ci saranno 45 mila soldati in più e 50 mila precari in meno, cacciati dalla Ricerca, non può esaurirsi in un appello.

Nell’epoca del nuovo maccartismo in cui la ricerca è asservita a scopi militari, in cui vengono stilate liste nere di enti, istituzioni e Stati con i quali non si può più collaborare, in cui si predispone il licenziamento di due generazioni di giovani ricercatrici e ricercatori, è necessario lasciare la scrivania e scendere nelle piazze..

Per questo, contrastando l’effetto “Serra”, l’università e la ricerca saranno in piazza Barberini il 15 marzo, per dire forte il nostro NO alla guerra e al riarmo.

Per questo saremo con Cambiare Rotta, il 22 marzo, in convegno, per analizzare a fondo la trasformazione di Ricerca e Università in chiave militarista e organizzare la nostra opposizione.

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pubblicato il 12 Febbraio, 2025

Sono passati più di quindici anni dall’ultima e unica progressione verticale effettuata per il personale tecnico amministrativo e bibliotecario dell’Università Tor Vergata. 

A fine 2009 è intervenuta la  Riforma della Pubblica Amministrazione (c.d. “Brunetta”) che ha disapplicato la regolamentazione contrattuale delle progressioni di carriera.

Negli ultimi anni, sono state introdotte normativamente nuove forme di valorizzazione della professionalità acquisita dai dipendenti: le progressioni verticali ordinarie o cosiddette “a regime” che in ogni caso prevedono l’accesso alle selezioni solo con il titolo di studio richiesto dall’esterno.           
Tuttavia, con l’ultimo contratto nazionale di lavoro sono state previste per un periodo limitato le progressioni verticali transitorie. Forme di crescita professionale legate a una procedura interna per i dipendenti di ruolo i quali, pur essendo in possesso di ampia esperienza maturata nell’area professionale di provenienza, non dispongono del titolo di studio richiesto per il concorso esterno.

Anche se con un po’ di ritardo rispetto agli altri atenei, l’Amministrazione di questa Università ha presentato alle rappresentanze sindacali il Regolamento per le progressioni verticali transitorie per il passaggio di area superiore degli operatori e dei collaboratori. Da questo Regolamento sono esclusi i  passaggi dei funzionari all’Area degli EP, poiché non è possibile accedervi senza  il titolo di studio previsto per l’esterno. Per queste procedure, è necessario  l’adozione di un Regolamento che disciplina le PEV a regime.

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pubblicato il 16 Gennaio, 2025

Care colleghe, cari colleghi,

le elezioni RSU rappresentano un momento cruciale per la nostra comunità lavorativa.

È l’occasione per scegliere chi ci rappresenterà e difenderà i nostri diritti sul posto di lavoro.

Per questo motivo, l’Unione Sindacale di Base Pubblico Impiego (USB Pubblico Impiego) invita tutti voi a considerare la possibilità di candidarvi come rappresentanti.

Chi siamo?

Siamo la principale sigla sindacale di opposizione allo status quo, radicata da anni in tutto il Paese, in tutte le categorie e in quasi tutti i settori del mondo del lavoro.

Cosa abbiamo fatto?

  • A livello nazionale abbiamo, in assoluta solitudine, indetto nel settore due scioperi nazionali per rilanciare la nostra azione sindacale a favore di chi lavora nelle università di tutta Italia.  
  • Abbiamo incontrato e discusso con senatori e deputati  in Parlamento e con la Ministra Bernini al MUR, illustrando le nostre proposte.
  • Abbiamo portato il disagio del personale sottopagato delle università su ogni tavolo possibile.

Perché candidarsi con USB?

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