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USB Università respinge al mittente l’ipotesi di tagli per circa mezzo miliardo di euro sui finanziamenti del MUR agli Atenei.

La bozza di decreto sul riparto dei fondi del FFO (Fondo di finanziamento ordinario) per l’anno 2024 predisposta dalla Ministra Bernini ha provocato le immediate e giustificate reazioni da parte della CRUI che, però, finora ben poco ha fatto per fermare l’impoverimento del sistema universitario pubblico, processo accentuato dalla riforma “Gelmini” del 2010.

Dalla bozza emerge un taglio “reale” di mezzo miliardo di euro rispetto allo stanziamento del 2023. Il punto, tuttavia, non è solo di quantità delle risorse ma, soprattutto, di “qualità” del taglio presentato. Infatti, 385 milioni saranno sottratti alla quota base del FFO destinata alle spese istituzionali delle università. Ovvero a quella quota di finanziamento non sottoposta alle dinamiche valutative dell’ANVUR, dinamiche alla base della polarizzazione socio-territoriale del sistema universitario italiano.           
Inserita in una analisi complessiva di quanto sta succedendo nel nostro Paese, in particolare relativamente al capitolo stato sociale, a questo punto ci domandiamo se anche questa bozza di decreto non debba essere letta nel più generale contesto di disarticolazione territoriale e polarizzazione sociale che il Governo in carica intende perseguire col progetto di autonomia differenziata.

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Nella giornata di ieri 23 maggio USB PI Università ha tenuto un presidio in contemporanea alla riunione mensile della Conferenza dei Rettori (CRUI) insieme ad altre realtà e studenti impegnati in azioni di protesta contro la guerra e il genocidio del popolo palestinese.

Da subito, è apparso chiaro che l’iniziativa non era gradita ai Rettori. Anche se con qualche difficoltà, tuttavia abbiamo ottenuto che una delegazione venisse ricevuta ma, incomprensibilmente, è stata negata la presenza di una rappresentanza degli  studenti. Abbiamo incontrato il Rettore Cupertino del Politecnico di Bari e il Rettore Priolo dell’Università di Catania, in qualità di rappresentanti della CRUI. L’incontro, sebbene informale, ci ha consentito di consegnare i nostri documenti e soprattutto di esporre le nostre ragioni e posizioni.



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Il 23 maggio 2024, in occasione della riunione della Conferenza dei Rettori (CRUI), si terrà un presidio promosso da diverse realtà, tra cui la nostra Organizzazione, per ribadire ancora una volta la contrarietà e una ferma opposizione al coinvolgimento dei nostri Atenei nella filiera bellica.

Saremo presenti, in una linea continua che unisce lo sciopero del 9 aprile, indetto solo da USB, alle mobilitazioni promosse dai collettivi studenteschi, ai documenti e alle dichiarazioni fatte da Ricercatori e Docenti contro la violenza della guerra, a una protesta che, ormai, ha di fatto superato i confini dei singoli paesi per diventare globale.

Siamo contrari a tutte le guerre, ma non sfugge ormai a nessuno che gli avvenimenti in Israele abbiano ormai superato la soglia degli orrori della guerra per trasformarsi in un vero genocidio del popolo palestinese. La violenza del governo israeliano colpisce indistintamente terroristi, militari, civili fino a colpire (per errore?) operatori umanitari e i convogli che trasportano cibo e medicine per le popolazioni inermi.



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NO ALLA COOPERAZIONE SCIENTIFICA A FINI BELLICI CON IL GOVERNO ISRAELIANO.
STOP GENOCIDIO!

La drammatica situazione nella striscia di Gaza ha raggiunto oramai un livello tale da richiedere una decisa e ferma presa di posizione, cui riteniamo non ci si possa sottrarre.

La mobilitazione che sta attraversando molti Atenei italiani è finalizzata, oltre che alla richiesta di un generale cessate il fuoco per porre termine al genocidio in corso, anche alla richiesta di interruzione dei rapporti di collaborazione scientifica tra le Università e i centri di ricerca italiani e israeliani orientati allo sviluppo di progetti suscettibili di dar luogo a prodotti utilizzabili anche in campo militare. Tra questi, nello specifico, si annoverano quelli riconducibili al Bando MAECI (Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale).

A fronte di una persistenze violazione dei più elementari diritti umani, in spregio alle norme del diritto internazionale da parte delle autorità di Governo israeliane, USB Pubblico Impiego ha preso la decisione di  proclamare una giornata di sciopero nazionale in data 9 aprile 2024.

Lo sciopero partirà dalle ore 12:00 a fine turno per il personale tecnico amministrativo bibliotecario, CEL e del personale docente delle Università, mentre sarà per l’intera giornata per il personale delle Università di Roma. La mobilitazione è necessaria per chiedere il ritiro del bando e, più in generale, per una decisa presa di posizione in merito alla sospensione della cooperazione industriale, scientifica e tecnologica tra le università e i centri di ricerca italiani e israeliani in tutti i casi in cui si abbiano chiari intenti militari.

Ciò anche in funzione di un attivo sostegno alla mobilitazione in corso da parte dei collettivi studenteschi e di tutto quel personale universitario promotore della “Lettera al MAECI per la sospensione dell’Accordo di Cooperazione Industriale, Scientifica e Tecnologica tra Italia e Israele per rischio di dual use e violazione del diritto internazionale e umanitario”.

https://tinyurl.com/4ferr8nc

USB Pubblico Impiego Università