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La Delegazione Pubblica a conclusione del’ ultima contrattazione decentrata si era congedata dalla Delegazione Sindacale con una precisa promessa: entro un mese sarete riconvocati. All’Amministrazione occorreva, infatti, disporre solo di un po’ di tempo per avviare una serie di verifiche su materie contabili e procedurali, sulle quali vi abbiamo già ampiamente informato.

Sono molte le voci, lungo i corridoi e nei luoghi di lavoro, che si sono levate alte a denunciare questa “colpevole” latitanza dell’Amministrazione, poiché un eccessivo rinvio alle “calende greche” della contrattazione avrebbe rappresentato un serio danno agli interessi dei lavoratori.

Ieri abbiamo ricevuto la convocazione per il 30 marzo: si terrà “l’incontro di natura tecnica sulla composizione del fondo del salario accessorio  richiesto dalla  Delegazione sindacale nella seduta del   9 febbraio scorso” .

 

Dopo circa due mesi di attesa, ci saremmo aspettati qualcosa di più

 

Temiamo che di questo passo si corra il  rischio che non si arrivi a concludere l’iter previsto per le PEO (Progressioni economiche orizzontali) prima che il D.Lgs 150 venga applicato in tutte le sue parti. Questo rappresenterebbe un danno irrecuperabile per tutti coloro che hanno già maturato i diritti per ottenere i benefici previsti della progressione orizzontale.

Non chiediamo “mica la luna”…

Per due sostanziali motivi: in primo luogo, perché, come ben sapete, gli accordi sono stati già tutti sottoscritti, sono lì pronti per essere applicati; in secondo luogo, perché, vi è già un precedente che, circa la materia dei “diritti retributivi” e dei corrispondenti “arretrati” da essi previsti, fa oramai nella nostra Università da “giurisprudenza” di riferimento: ricordiamo a tutti i legittimi arretrati ottenuti a fine anno dai docenti.

Ci chiediamo solo: perché a loro si e a noi no?

 

Queste nostre valutazioni e preoccupazioni sono state condivise da circa 150 colleghi i quali, raccogliendo un nostro esplicito sollecito, hanno prodotto una formale richiesta scritta all’Amministrazione.

 

Vedremo a quali risultanze sul “piano politico” porterà l’incontro del 30 marzo.

Auspichiamo che la vertenza non venga “annacquata” con interventi di carattere esclusivamente tecnico-burocratico ed epistolare, ma con azioni che – se necessario – dovrebbero essere decise unitariamente con i lavoratori.

Roma, 26 marzo 2010

RdB-Università Tor Vergata

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