logo USB
pubblicato il 19 giugno, 2017

PUBBLICO IMPIEGO, AL VIA IL RINNOVO DEI CONTRATTI. USB: SENZA RISORSE ADEGUATE STRADA IN SALITA

Roma – lunedì, 19 giugno 2017

Il ministro Madia ha inviato all’ Aran la direttiva (in allegato) per avviare il rinnovo dei contratti dei lavoratori del pubblico impiego fermi dal 2009. Il primo dato che emerge è che le risorse stanziate non sono sufficienti nemmeno per rispondere all’ impegno assunto con il protocollo del 30 novembre 2016 tra governo e sindacati complici, i famosi 85 euro medi lordi a regime nel 2018, dopo nove anni di blocco contrattuale. Su un reddito di € 21.000,00 l’incremento dell’1,45% previsto attualmente corrisponde a € 25,37 lordi mensili.
Quella di CGIL-CISL-UIL è stata una vera marchetta elettorale per sostenere il governo Renzi nel referendum costituzionale del 4 dicembre, finito con la disfatta dei sostenitori del SI’ e con l’ennesima figuraccia di chi negli anni ha anteposto interessi politici e di sopravvivenza alla tutela dei lavoratori.

Bisognerà aspettare la Legge di stabilità del 2018 per verificare se l’attuale governo metterà in bilancio le risorse mancanti per garantire gli 85 euro, che risultano largamente insufficienti a recuperare i mancati aumenti degli anni di blocco contrattuale, anche prendendo a riferimento quell’indice IPCA che si vuole utilizzare al posto del calcolo dell’inflazione. Se guardiamo ai valori tendenziali dell’IPCA nel solo 2017 (+1,6% a maggio) risulta palese che le risorse stanziate attualmente a regime non coprono nemmeno le necessità di quest’anno.

Su cosa si aprirà dunque la contrattazione? Sulla parte normativa, che recepisce molti dei contenuti della Riforma Brunetta, soprattutto sulla cosiddetta meritocrazia, che il ministro Madia non ha voluto cancellare e che CGIL-CISL-UIL con la firma del 30 novembre hanno finito col rafforzare, oltre all’introduzione del welfare aziendale che sottrarrà ulteriori risorse al contratto (in allegato “Analisi USB della direttiva Madia)

USB andrà all’Aran forte di una Piattaforma contrattuale che chiede 300 euro mensili di aumento uguali per tutti, la costituzione dell’area unica per superare il mansionismo e i limiti imposti per legge alla crescita professionale ed economica dei lavoratori, a cominciare da quelli delle aree inferiori, la riduzione dell’orario di lavoro a 32 ore settimanali a parità di retribuzione, la trasformazione del salario accessorio in retribuzione certa e stabile.

USB è pronta a dare battaglia e a mobilitare i lavoratori perché il rinnovo del contratto, dopo anni di blocco, non si trasformi in un bagno di sangue per i lavoratori pubblici e non siano recepite burocraticamente tutte le norme che fanno indietreggiare ulteriormente le condizioni della categoria.

CONTRATTO SI’ MA COSI’
E LO DECIDIAMO INSIEME AI LAVORATORI

USB Pubblico Impiego

♦ Allegati: -> Analisi usb_direttiva rinnovo contratti p.i.
                   -> atto di indirizzo Madia

» Leggi tutto l´articolo »

Al Magnifico Rettore
 Prof. Giuseppe Novelli
 Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

Al Presidente della Regione Lazio
 On. Nicola Zingaretti

Al Ministro MIUR
 On. Valeria Fedeli

Al Ministro della Salute
On. Beatrice Lorenzin 

Al Direttore Generale
Dott.ssa Tiziana Frittelli 
Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Tor Vergata

Al Consiglio di Amministrazione 
Al Senato Accademico 
Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”    

Al Consiglio della Regione Lazio
Alla Giunta della Regione Lazio 

LORO SEDI
Oggetto: 1) richiesta atti: protocollo di intesa sottoscritto tra Università Tor Vergata e  Regione Lazio;
                 2) richiesta incontro urgente per  la costituzione Fondazione AOU PTV.

» Leggi tutto l´articolo »

pubblicato il 1 giugno, 2017

SUL TEMA DEL PRECARIATO DEI RICERCATORI

Pubblichiamo un documento  che riporta le osservazioni formulate dal Coordinamento USB Università di Trieste durante l’audizione innanzi alla VI Commissione regionale permanente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia presieduta dal prof. Codega (PD).
L’audizione verteva sul fenomeno del precariato nella ricerca universitaria e, più in generale, sullo stato degli atenei della regione Friuli ed ha visto la partecipazione degli atenei di Udine, Trieste e la SISSA di Trieste.

All’audizione erano presenti USB, CGIL, CSA di CISAL e la CONFSAL (assenti la CISL e UIL Rua).

» Leggi tutto l´articolo »

pubblicato il 25 maggio, 2017

L’AVEVAMO DETTO E LO CONTINUEREMO A DIRE…

Dopo l’annuncio sugli organi di informazione dei contenuti della Riforma Madia,  c’è di che riflettere e discutere ma, soprattutto, agire.

Poco alla volta appaiono sempre più chiari i termini dell’accordo siglato con i sindacati compiacenti  il 30 novembre scorso. Da una parte, giustificando la fretta di rinnovare i contratti bloccati da otto anni, ci si è accontentati di una elemosina – i favolosi 85 euro medi lordi a fine 2018 – dall’altra si è lasciata carta bianca al Governo di legiferare, modificare, ma principalmente attaccare quei pochi diritti che ancora rimangono.

Costretti dall’ urgenza di recuperare qualche SI al referendum costituzionale per compiacere il Governo e ottenere di conservare le ragguardevoli rendite finanziare, CGIL CISL UIL hanno letteralmente svenduto i dipendenti pubblici. D’altronde questi sindacati si preoccupano sempre meno di conservare le tessere in quanto le principali entrate di bilancio provengono dai Servizi, Patronati, Enti Bilaterali, Fondi pensione Integrativi. Con la crisi esplosa agli inizi degli anni 2000, la “ristrutturazione” del capitale europeo ha subito un’accellerazione. Ricordiamo la famosa lettera di Trichet e Draghi con cui la Banca centrale Europea dettava i provvedimenti che doveva prendere l’Italia per garantire “condizioni di bilancio sostenibili” e le riforme strutturali necessarie.

Ma cosa sta a significare tutto questo?

» Leggi tutto l´articolo »